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I Semeion sono un quintetto romano di lungo corso. Formatisi nel 1994, con due demo alle spalle, periodi di crisi dovuti ad una line up mai stabile e alla contemporanea necessità di introdurre figure che portassero nuova linfa vitale all’interno della band, hanno dovuto attendere sino allo scorso anno per poter registrare la loro terza fatica discografica.
Il qui presente demo consta di cinque pezzi, dei quali solo il terzo “Masks” è già edito. Votati ad un buon death metal strutturato, sufficientemente fantasioso ed assolutamente godibile, grazie anche alla perizia mostrata dai singoli strumentisti, i Semeion sembrano aver imboccato la via giusta da percorrere.
Di primo acchito veniamo sopraffati dalle accelerazioni di “Serial opinion”, song che poi rallenta e camaleonticamente si districa tra parti veloci e slow, e che trova nei fraseggi di chitarra il suo punto forte. La chitarra acustica ci conduce in “Two eyes”, brano dal dna abbastanza contaminato col suo drumming a tratti veloce, a tratti rallentato (pur disegnando ritmiche sempre interessanti) accompagnato da un riffing sovente spezzettato, sul quale Nicola Guidone ricama il suo screaming (migliorabile il clean).
La retrodatata “Masks” invece mette in mostra un lato della band capitolina restato celato sino ad ora, fatto di un inizio morbido con un cantato sentito, che alterna parti acustiche ad esplosioni elettriche, pur senza pigiare mai sull’acceleratore, creando una bicromia avvolgente.
Con la seguente “Iugula aut missa” troviamo un microcosmo fatto di sfuriate sulle pelli del drummer Stuart Franzoni, alternato a fraseggi slow e ad intarsi solistici di buon livello ad opera di Gabriel Sassone. La conclusiva “Sixth Heaven” è un pezzo che mette in mostra le abilità della band nell’amalgamare tutti i suoi elementi, seppur si perda un po’ nella seconda metà, grazie ad un’interpretazione vocale alternata in clean che non convince.
Nel complesso “94:07” è un demo piacevole all’ascolto, che mette in mostra un gruppo con buone capacità in fase compositiva, ma che dovrebbe sforzarsi di differenziare maggiormente lo screaming di Nicola Guidone, che pur essendo di discreto livello, alla lunga diviene ridondante e di migliorarne il pulito.
VOTO 7/10
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