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I devastanti Semeion arrivano da Roma, ambiente tra i più prolifici d'Italia nel campo del metal estremo e non e del dark; difatti in formazione troviamo anche l'ex batterista dei Perfidy Bibilical, (Stuart Franzoni) band brutal death con una carriera decennale. La proposta della band è leggermente diversa. Ci si muove in territori sempre molto estremi ed elaborati, ma di sicuro, più aperti a spazi melodici e con uno stile decisamente vicino al black metal, soprattutto per quel che riguarda le chitarre. Dopo un attacco isterico con un grido lancinante, veniamo catapultati in un clima decadente, arricchito da intriganti intrecci di chitarre dal sapore occulto. Le costruzioni dei vari brani sono molto variegate e si districano su durate più lunghe del solito brano death metal, con punte anche di oltre sei minuti. Si uniscono in maniera convincente pezzi moderni (ma non troppo), momenti grindcore, che ricordano i Brutal Truth (anche la voce ce li fa tornare in mente), inserti acustici piacevolmente ispirati, che ritengo siano una delle loro migliori peculiarità. Gli strumentisti sono in gamba e gestiscono bene tutte le parti, dalle più devastanti alle più atmosferiche e via così fino a momenti tecnici e ingarbugliati. Ottimo lavoro della sezione ritmica, soprattutto la batteria riesce ad arricchire con innumerevoli suoni certe parti a media velocità; pezzi di chitarra coinvolgenti anche nel più tipico blastbeat, ma che offrono il meglio quando si lasciano alla cupa melodia; emblematica in questo caso è la traccia “Masks” potente e cadenzata, dal piglio gothic (direttamente dal passato della band). Diciamo che non si pongono particolari limiti, un brano come “Sixth Heaven” ad esempio inizia con bizzarri giri di chitarra e si scatena in riff black metal a velocità da cardiopalma.
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